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Visita allIspo Estate 2000 di Monaco di Baviera.
Questa fiera specializzata in attrezzature e abbigliamento per
lo sport, molto più grande del nostro Mias, è la più importante
in Europa. Dopo una parentesi di 8 anni sono ritornato a visitarla
e ho notato molti cambiamenti che illustrerò in questo breve resoconto.
La mostra è stata trasferita dal centro urbano, dove creava grossi
problemi di traffico, nellarea di un aeroporto in disuso, sito
a una dozzina di km a Ovest di Monaco. Laccesso è molto comodo,
perché la località è servita dalla metropolitana e il biglietto
di ingresso alla fiera comprende un abbonamento gratuito ai trasporti
pubblici. Il nuovo progetto è stato studiato con cura ed è stata
prevista perfino una pensilina che permette di percorrere, senza
bisogno di ombrello quando piove, il centinaio di metri che separano
la stazione di metropolitana dallingresso della fiera.
I ristoranti allinterno della fiera sono abbastanza cari, ma
se si ha laspetto di un dirigente dazienda è possibile ottenere
un trattamento da Vip in quasi tutti gli stand. In ogni modo ci
si può ristorare gratuitamente presso molti espositori. In uno
stand (estero) faceva bella mostra un quarto di forma di parmigiano
e i visitatori potevano servirsi scheggiandolo con lapposito
coltello, un altro stand metteva a disposizione delle banane a
volontà. Allo stand dellorganizzazione commerciale di Taiwan
ci si poteva servire di thé, ecc.
Rispetto a dieci anni or sono il settore degli articoli sportivi
attraversa una crisi. In Italia la domanda di articoli per il
tennis è calata di circa il 20%, i costi della mano dopera e
la pressione fiscale sono aumentati e i margini lordi sono diminuiti.
Taiwan dieci anni or sono era il primo produttore di racchette
e di corde sintetiche, ma anche in questo paese laumento del
costo della mano dopera ha costretto le imprese a trasferire
nella Cina continentale le fabbricazioni a basso contenuto tecnologico.
Molte ditte di Taiwan fanno fabbricare corde e racchette in Cina,
pur mantenendo la sede operativa a Taiwan.
Questanno i padiglioni cinese e quello indiano sono presenti
in modo massiccio. Gli indiani praticano una specie di racollage:
quando un cliente visita un espositore, alluscita è avvicinato
da un concorrente che cerca di convincerlo a visitare il suo stand.
Alcune volte dalla ragione sociale si capisce se lespositore
è una ditta commerciale di Import Export. In altri casi delle
ditte commerciali si spacciano per fabbricanti ed è difficile
fare la differenza. Normalmente se la gamma di prodotti è vasta
e tocca settori merceologici diversi si tratta di una ditta commerciale.
Anche in Italia alcune ditte di articoli per il tennis si spacciavano
per fabbricanti, ma in realtà si limitavano a importare i prodotti,
a condizionarli in imballaggi attraenti e a tenere alta limmagine
pubblicitaria. Ma alla lunga questa politica commerciale non dato
buoni risultati.
Vediamo ora landamento dei vari settori:
Palle da tennis.
Le palle da tennis sono un articolo soggetto a una forte concorrenza
e con margini ridotti. A Taiwan non è rimasto neppure un fabbricante;
tutti hanno preferito trasferire la produzione in Cina dove la
mano dopera è meno cara, per il momento. La Corea è ancora presente
in questo settore di produzione, e in Europa lIrlanda, ma ora
la maggior parte delle palline sono fabbricate in Cina ed in India.
La Cina ha i prezzi Fob allesportazione più bassi, variabili
da 1,10 US$ per dozzina per palle con copertura 100% nylon, needled,
cioè con fibre non tessute e lavorate con una macchina ad aghi,
fino a 5.50 US$ la dozzina per palle da torneo con feltro tessuto,
composto per il 40% di lana irlandese e per il resto di sintetico.
La lane irlandesi e scozzesi sono le migliori, le palle che contengono
lana cinese hanno un prezzo del 20% inferiori. LIndia ha dei
prezzi leggermente più alti di quelli cinesi, per palle con il
57% di lana britannica.
Una palla di ottima qualità ha quindi un prezzo di circa mille
lire lunità; se si aggiunge il 25% per spese di nolo assicurazione,
dogana, trasporto, nel magazzino dellimportatore arriva a 1250
lire Iva esclusa (un po meno per importazione a containers interi)
e al consumatore attraverso i grossisti e i dettaglianti arriva
a 2500-3500 lire/palla Iva compresa. Non si deve dimenticare che
ad ogni passaggio il fisco taglieggia gli operatori. I dettaglianti
hanno margini così bassi che sovente preferirebbero non tenere
questo articolo, se non temessero di perdere i clienti che insieme
alle palle acquistano altri articoli.
Prima che il mercato diventasse globale, in Italia la Pirelli
deteneva la maggior quota di mercato delle palline (e delle scarpe)
da tennis. Ma ora come marca è sparita, sostituita da quella delle
grandi firme internazionali. Questanno, oltre alle Tretorn ripiene
di bollicine, cioè una specie di schiuma leggerissima di acetato
di polivinile, una ditta inglese ha messo sul mercato una pallina
Magnum con un diametro di 70 mm, contro i 63-65 mm di quelle
tradizionali. Mi hanno spiegato che la Federazione Internazionale
di Tennis ha omologato questa palla che tuttavia può essere impiegata
solo nei tornei minori. I vantaggi sono una migliore visibilità
della palla e delle sue rotazioni. La palla è un po meno veloce,
a causa della maggiore resistenza dellaria e questo costituirebbe
un vantaggio nel caso di superfici sintetiche rapide. Per il momento
questa palla è venduta a più del doppio di quelle tradizionali.
Lanno prossimo uscirà la versione self-pressure.
Racchette e corde sintetiche.
Le corde e le racchette sono fabbricate a Taiwan (con molte unità
produttive in Cina), negli Usa, in Giappone e in alcuni Paesi
Europei, fra i quali non figura lItalia. Un fabbricante, per
sopravvivere in questo difficile settore deve fabbricare una gamma
completa di articoli, da quelle di basso prezzo in metallo a quelle
più costose in grafite ad alto modulo, ed essere presente con
le vendite nei principali mercati, cioè in almeno una dozzina
di paesi. LItalia dal tempo delle racchette di legno ha cominciato
a perdere terreno ed è sparita dallelenco dei paesi produttori.
Allorché ero Amministratore della ditta Tennispro Srl, acquistai
delle racchette da una ditta italiana che aveva esposto al Mias
(la Pecten). La dimensione della ditta era poco più che artigianale
e le vendite erano concentrate in Italia a un limitato numero
di grossi clienti che potevano imporre le loro condizioni. Nel
giro di alcuni anni lazienda si trovò in difficoltà e fu rilevata
da nuovi soci per due volte finché non chiuse definitivamente.
Unaltra ditta italiana prese uno stand di prestigio allIspo
verso la fine degli anni 80 per presentare una racchetta di lusso
per executive, con il manico svitabile per poterla infilare in
unapposita busta portadocumenti di pelle. Per la distribuzione
si affidarono a dei maestri dei club più select e come testimonial
scelsero un ex campione italiano. Anche in questo caso dopo alcuni
anni la ditta era sparita, essendo molto difficile introdurre
sul mercato un nuovo modello (specialmente se unico) o una nuova
marca di racchette, anche se si dispone di adeguati capitali.
Per questa ragione attualmente a mia conoscenza non esistono fabbricanti
italiani nel settore.
Le corde sintetiche sono fabbricate con filamenti di nylon nel
95% dei casi. Il restante 5% è costituito da corde di poliestere
o di kevlar. In Italia esistono fabbricanti di resine polimere
in grado di fornire granulati di nylon di alta qualità, comparabili
a quelli in circolazione sul mercato mondiale. Ma anche in questo
caso le difficoltà sono di carattere commerciale. Sempre ai tempi
della Tennispro, una ditta mi aveva sottoposto dei campioni di
corde, ma resasi conto delle difficoltà nella fase di prove e
di sondaggi, rinunciò al progetto di fabbricare corde sintetiche.
Scarpe e abbigliamento.
Il Nord Italia nel passato aveva una tradizione nel design e nella
fabbricazione di questi articoli. Tuttavia il processo produttivo,
per quanto meccanizzato, richiede una quota rilevante di mano
dopera e in Italia i contributi sono alti e la flessibilità nel
lavoro bassa. Hanno resistito solo le ditte che sfuggono alla
legislazione sul lavoro, affidando la lavorazione a domicilio
degli operai e remunerandoli in funzione dei pezzi prodotti.
I fabbricanti italiani hanno quasi completamente affidato la fabbricazione
di scarpe e articoli per labbigliamento a ditte del Sud Est Asiatico,
in Thailandia, Malesia, India, Filippine, ecc. Negli stand dellIspo
si possono notare alcuni modelli che portano la marca delle ditte
italiane committenti. In Italia non rimangono che il design e
lorganizzazione commerciale e di marketing.
Ho completato in due giorni il mio giro di tutti i padiglioni,
con una massacrante camminata di almeno una quindicina di km e
lultimo giorno ho speso tutti i miei Marchi per acquistare delle
campionature. Infatti alla chiusura della manifestazione gli espositori
non hanno interesse a riportare oltremare la merce esposta e la
consegnano ai loro rappresentanti e distributori in Europa, li
hanno, ma con un po di diplomazia si riesce ad acquistare qualche
articolo al prezzo di esportazione del fabbricante. Indicativamente
una racchetta di alta gamma al titanio (che ora va di moda) si
può ottenere per lequivalente di 16-18 dollari Usa.
Verso le diciassette ho lasciato la mostra e, avendo tre ore davanti
a me prima della partenza mi sono messo alla ricerca di un ristorante
che accettasse la carta di credito, per evitare di servirmi del
Bancomat e dover portare in Italia i Marchi che mi sarebbero restati
in tasca. In alcuni posti alla mia richiesta di pagare con carta
di credito hanno risposto con uno sguardo di compatimento, o unocchiata
severa, come se avessi fatto loro una proposta sconveniente. Finalmente,
dietro la stazione centrale (Hauptbahnhof) ho scovato lIntercity
Hotel a quattro stelle con annesso ristorante. Ho trovato unatmosfera
ovattata, un servizio inappuntabile, cortesia, sorrisi, discreto
sottofondo musicale classico, operistico e di vecchie canzoni
melodiche, cibo più che discreto, soprattutto se si considera
la qualità della cucina tedesca.
Ho perfino chiesto che mi portassero alcuni fogli di carta per
sbrigare la mia corrispondenza e scrivere la bozza di questo articolo.
Il conto era superiore di sole cinquemila lire rispetto a quello
che avevo pagato il giorno prima in un self service, uninezia
se si considerano i vantaggi offerti in questo locale di lusso,
rispetto ai ristoranti di categoria inferiore. Aufwiedersehen
Ispo, bis 2001.
E. Bailo.
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LE CORDE PER RACCHETTE
Il budello naturale
Fin da oltre un millennio prima di Cristo, il budello naturale
era utilizzato per larco da tiro. Molti secoli più tardi le corde
furono applicate allarpa, al violino e agli altri strumenti ad
arco. In seguito unaltra applicazione fu trovata nei filamenti
per suture chirurgiche e attualmente per le suture oftalmiche
vengono utilizzati dei fili più sottili di un capello. Limpiego
delle corde di budello per le racchette di pallacorda, lantenato
del tennis, risale invece alla metà del Cinquecento.
Tutti avranno sentito parlare di catgut (budello di gatto). In
realtà, per fabbricare delle corde per il tennis vengono impiegati
solo intestini di bovini che permettono di ottenere anche armeggi
di 11 m. Sono necessari due intestini di bue, circa 15 kg di materia
prima per fabbricare un solo armeggio di 20 gr. al termine di
una lavorazione che dura un paio di settimane ed è seguita da
una stagionatura di 6 mesi.
Anni or sono, chi scrive ebbe occasione di seguire il processo
di fabbricazione presso la Société Française de Cordes et Boyaux.
La materia prima era prevalentemente importata da Paesi in via
di sviluppo, perché il recupero degli intestini nei Paesi industrializzati
era troppo oneroso. Lintestino veniva tagliato longitudinalmente
in strisce, larghe da 18 a 21 mm, che venivano sottoposti a diversi
trattamenti prima di ritorcerli per trasformarli in trefoli e
essiccarli per un paio di settimane in un ambiente a 25°C, umidità
50%, sotto tensione di 10 kg.
Le corde sono fabbricate accoppiando e ritorcendo 14 trefoli,
in media e vengono poi sottoposte a un controllo di qualità, rifinitura,
plastificazione e selezione per calibro, seguite da una stagionatura
di almeno sei mesi. Nel passato si ricavavano delle strisce di
circa 13 mm, anziché 20 e quindi per ottenere lo stesso calibro.
Il calibro delle corde di budello non è espresso in mm, ma secondo
una scala inglese; esso varia da 8 ½ (1,30 mm) a 9 ½ (1,40 mm).
Il budello naturale possiede delle qualità superiori a quelle
del sintetico, ma oltre al costo elevato ha alcuni altri svantaggi:
a- Con tempo caldo e umido la tensione e la durata del budello
calano notevolmente. Per rendere il budello idrofugo vengono introdotte
fra le fibre delle particelle di silicone e per proteggere la
corda dallumidità si ricopre di una guaina di poliuretano, ma
in tal caso il suo rendimento diminuisce.
b- Poca resistenza e durata alle alte tensioni (28-30 kg e oltre).
Mediante trattamenti chimici si possono fabbricare corde che resistono
a 34 kg di tensione, ma durano poco. Inoltre i trattamenti per
aumentarne la resistenza alla trazione ne riducono il rendimento
La diminuzione della domanda di corde naturali ha obbligato dei
grossi fabbricanti come Babolat a entrare nel settore del sintetico
(recentemente la Babolat è entrata pure nel settore delle palline).
Le corde sintetiche
Le resine poliammidiche (nylon) sono apparse durante il secondo
conflitto mondiale. Inizialmente fu usato per fabbricare paracadute
militari.
Finita la guerra il suo impiego si estese a numerose applicazioni,
fra le quali la più conosciuta è quella delle calze femminili.
Nylon è un nome commerciale (come Perlon, Dorlon, Rixan) passato
nelluso comune. I tipi ad alta tenacità, con una resistenza alla
trazione superiore a quella dellacciaio, hanno lentamente sostituito
le corde di budello naturale. Attualmente i quattro tipi di nylon
più diffusi nelle corde sintetiche sono il Nylon 6, il N.6.6,
il N.6.10, il N.11. I vantaggi del nylon, rispetto al budello
naturale, sono i seguenti:
a- Costo inferiore
b- Maggiore resistenza alla tensione. Le corde di nylon cal. 1,40
mm hanno un carico di rottura intorno agli 80 kg. Il budello resiste
a meno della metà.
c- Più lunga durata di gioco
d- Insensibilità allumidità
Facciamo una piccola parentesi per analizzare le caratteristiche
di rendimento di una corda. Il primo elemento è senza dubbio lelasticità,
cioè la capacità di allungarsi quando viene sollecitata alla trazione
e di ritornare alla lunghezza iniziale quando la sollecitazione
cessa. Questa capacità è misurata dal modulo di elasticità. Il
sintetico ha un modulo di elasticità vicino a quello del budello,
fino a circa 20 kg di tensione, ma nettamente inferiore alle tensioni
superiori.
Tuttavia lelasticità istantanea e la perdita di tensione nel
tempo sono ancor più importanti del modulo di elasticità. Quando
cessa la sollecitazione, il ritorno della corda alla lunghezza
iniziale può essere più o meno rapido. Durante limpatto, la palla
resta in contatto con le corde dai 3-4 ai 7-8 millesimi di secondo
(dwell time), in funzione della tensione delle corde e della velocità
di impatto. E evidente che se la corda per tornare alla lunghezza
iniziale impiega 8 millesimi o un tempo più lungo, lenergia cinetica
assorbita dalle corde viene restituita dopo che la palla ha lasciato
la racchetta. Cioè va persa, la velocità della palla viene ammortizzata
e i colpi perdono drasticamente di potenza.
Il budello ha unelasticità istantanea superiore a quella del
sintetico, che si traduce in una maggiore velocità della palla.
Chi scrive aveva interpellato la Snia Tecnopolimeri, che fabbrica
filamenti di nylon per reti e canne da pesca il cui prezzo di
mercato è circa un quarto di quello delle corde per racchette,
per esplorare le possibilità di fornitura di corde per il tennis.
Le corde per la pesca devono avere un ritardo nel ritornare alla
lunghezza iniziale, in termini tecnici si dice che devono avere
unisteresi elevata, per evitare contraccolpi che rischierebbero
di sganciare la presa dallamo. Cioè devono avere caratteristiche
opposte a quelle di una corda per racchette.
Le quantità in gioco nel mio caso non giustificavano la messa
a punto di corde ad alta elasticità istantanea.
Un altro parametro da tenere in considerazione è la perdita di
tensione nel tempo. Una corda sintetica sottoposta ad una trazione
di 30 kg registra un allungamento immediato del 10,5-11%. Lasciando
la corda sotto tensione si registra un ulteriore lento allungamento
che raggiunge i valori del 16-17% dopo dieci giorni. Lallungamento
iniziale è prevalentemente elastico, perché se cessa la trazione,
la corda recupera quasi interamente la lunghezza iniziale. Lallungamento
nel tempo è invece prevalentemente irreversibile e imputabile
a uno snervamento delle fibre. Quando la corda è montata su una
racchetta, lallungamento nel tempo non può aver luogo, perché
le dimensioni del piatto corde non cambiano, ma si registrerà
un allentamento, cioè una perdita di tensione le di elasticità.
Sarebbe vano incordare una racchetta con una tensione superiore
che tenga conto dellallentamento della corda nel tempo.
Il budello ha una perdita di tensione nel tempo inferiore a quella
del sintetico, tuttavia la differenza di rendimento a favore del
budello naturale diminuisce con laumento della superficie del
piatto corde, e ciò ha ulteriormente favorito la sostituzione
delle corde naturali con quelle sintetiche.
Oltre al nylon, altre resine sintetiche hanno trovato applicazione
nelle corde e racchette per il tennis: resine aramidiche e poliestere
utilizzate per i filamenti, resine epossidiche e fenoliche utilizzate
come leganti nelle corde da tennis e epossidiche utilizzate come
leganti nelle racchette.
Limpiego di carbonio/grafite legate con fibre epossidiche (carbonio
misto a fibra di vetro per i modelli meno costosi) hanno permesso
di produrre telai robusti e leggeri (circa 300 g.) con ovali fino
a 110 pollici quadrati di superficie.
Nel passato sono state messe sul mercato delle racchette in nylon
pressofuso (Dunlop Max200G), con fibre corte di carbonio annegate
nella massa, ma non hanno incontrato successo. Inoltre il nylon
raffreddandosi registra un forte ritiro che possono provocare
microfessure nella massa.
Le resine poliestere sono invece impiegate come leganti di fibre
di vetro in altri settori dove limpiego di resine epossidiche
e di fibra di carbonio sarebbe troppo costosa; per esempio per
fabbricare scafi di imbarcazioni da diporto.
Le fibre poliestere sono utilizzate nellindustria tessile sotto
nomi commerciali (Tergal, Terilene, Tevira, Dacron, ecc), come
pure pure le resine poliammidiche (Perlon, ecc).
I filamenti di poliestere possiedono una buona elasticità istantanea,
ma un minore allungamento e una maggiore rigidità alla flessione
rispetto al nylon, e non si prestano alla fabbricazione di corde
multifilamenti.. In Germania sono molto diffuse le corde monofilamento
di poliestere, mentre in Italia hanno un mercato ridotto.
Kevlar è il nome commerciale di una fibra aramidica messa a punto
dalla Du Pont de Nemours. Molto leggera e resistente alla trazione
e allimpatto, questa fibra è utilizzata principalmente nella
fabbricazione di giubbotti ed elmetti antiproiettile. Nel passato
il kevlar è stato aggiunto alla fibra di grafite nei telai delle
racchette, ma si è trattato di una moda di breve durata. Le corde
di kevlar sono molto rigide, cioè presentano una bassa elongazione
alla trazione e nel tennis trovano un certo impiego solo nelle
incordature cosiddette ibride. Oppure si aggiungono alcuni filamenti
di kevlar nei multifilamenti di nylon. La loro domanda è limitata.
Molti fabbricanti usano dei nomi commerciali della fibra, o generali;
come copolimeri (nylon è uno dei nomi commerciali dei poliammidi
che sono dei polimeri, come i pliesteri sono dei polimeri di esteri),
ma in definitiva le corde per racchette sono fabbricate per il
95% di nylon coperte da una guaina di nylon e silicone, o di poliuretano
(Technifibre) che dà alla corda un aspetto gommoso. Laltro cinque
per cento è di poliestere o fabbricato con aggiunta di kevlar.
Le strutture di base delle corde sono le seguenti:
- Corde con un nucleo (o anima) centrale, formato da un monofilamento
continuo, sul quale sono avvolti elicoidalmente numerosi sottili
monofilamenti, in uno, due o tre strati, in senso orario e antiorario,
alternativamente.
- Corde con un nucleo in microfibre corte, filate e ritorte come
le fibre naturali, e ricoperte da uno o più strati di sottili
monofilamenti.
- Corde senza nucleo (tipo maxigut, o gutlike, o budello sintetico),
formate da 50-60 sottili monofilamenti continui. Il numero massimo
di monofilamenti in una corda è determinato dal loro diametro
minimo ottenibile dalle filiere, ed è necessariamente compreso
fra 50 e 60, in funzione del calibro.
Esistono anche corde di fibre corte filate e ritorte come un filo
di cotone, ricoperte da una guaina nylon/silicone, e corde (made
in Germany) ricavate da una nastro di nylon, cioè una specie di
fettuccina continua ritorta e inguainata.
I fabbricanti talvolta classificano le loro corde in tre tipi:
controllo di palla (precisione nei colpi), potenza dei colpi (velocità
di palla), durata. Si tratta di una classificazione commerciale,
priva di giustificazione tecnica. A parte le caratteristiche delle
fibre, il controllo, la velocità di palla e la durata dipendono
dalla tensione e dal calibro. Una corda di piccolo calibro (1,30
mm) è più vivace, ma dura poco. Una corda tesa moderatamente (22-24
kg) risponde meglio di una corda molto tesa. Una corda molto tesa
(oltre 27 kg) permette un maggior controllo di palla. Aumentando
la tensione aumenta il controllo e diminuisce la velocità di palla,
aumentando il calibro aumenta la durata (cfr il libro La Racchetta,
ed Ikon, Milano); la durata dipende anche dalle sollecitazioni
alle quali è sottoposta la corda (cioè dalla forza di impatto
della racchetta sulla palla). Quando avevo ventanni le corde
mi duravano poco, ora non riesco più a romperle. I casi sono due:
o le corde sono più resistenti, o sono io che colpisco la palla
meno forte
.
Alcune corde hanno una superficie irregolare che dovrebbe accrescere
lattrito della palla sulle corde per renderle più adatte al gioco
liftato (top spin). La differenza rispetto alle corde con superficie
liscia è irrilevante.
Alcuni distributori parlano di impatto morbido altri distinguono
le corde nelle categorie: per la volée, per il gioco da fondo
campo, o polivalenti.
Le cordein pratica sono tutte polivalenti, ma si cerca di far
leva sulla psicologìa del cliente per attirarlo. Un giocatore
che utilizza una nuova corda (o una nuova racchetta) e ha la ventura
di ottenere un buon risultato è portato ad attribuire il successo
allattrezzo e quindi a fidelizzarsi alla marca.
In realtà la qualità delle corde dipende esclusivamente dalle
caratteristiche del nylon utilizzato e dallaccuratezza della
fabbricazione. I Paesi industriali come il Giappone, gli Usa e
alcuni Paesi europei hanno da molti anni quasi abbandonato la
fabbricazione di corde a causa della concorrenza di Taiwan che
ha soddisfatto per molti anni una parte preponderante della domanda
mondiale di corde, utilizzando come materia prima i granulati
di nylon giapponesi.
Una ditta italiana, anni or sono. progettava di lanciarsi nella
fabbricazione delle corde, ma ha dovuto rinunciarvi perché oltre
allalto investimento necessario in macchinari automatici, è necessario
vendere sul mercato mondiale i mercati per ammortizzare i costi.
E difficile inserirsi in questo settore, per un nuovo venuto.
E come se si progettasse di lanciare una nuova marca di palle
sul mercato dove sono già presenti dei colossi mondiali. Tuttavia
la Babolat è entrata recentemente sul mercato con la sua marca,
con lobiettivo di conquistare il 10% della domanda mondiale.
In una prima fase una ventina di anni or sono, i fabbricanti di
Taiwan erano numerosi, la vigilanza sulle macchine e i controlli
di qualità insufficienti, per cui talvolta venivano fabbricati
dei lotti difettosi. Nel giro di un decennio il numero di fabbricanti
si è drasticamente ridotto e ne sono rimasti 4-5 in grado di assicurare
un ottimo standard qualitativo. In questi ultimi anni, a causa
dellaumento del costo della mano dopera, alcuni fabbricanti
di Taiwan hanno istallato dei macchinari e trasferito la fabbricazione
nella Cina comunista, mantenendo la sede a Taiwan, come da noi
lindustria calzaturiera che ha mantenuto la sede, lorganizzazione
commerciale e il design in Italia, ma fa fabbricare nel Sud est
asiatico.
Nel passato i prezzi delle corde sintetiche erano elevati, essendo
per ragioni storiche influenzati dal costo elevato del budello
naturale. Gli operatori commerciali tenevano alta limmagine del
sintetico comparandolo al budello sul piano delle prestazioni
e della presentazione. I filamenti sintetici sono ottenuti per
trafilazione e stiramento a caldo, per cui in teoria non vi sono
limitazioni di lunghezza nella fabbricazione, come nel caso del
budello la cui lunghezza è condizionata da quella dellintestino
dellanimale. In pratica vengono commercializzati dei rotoli da
100 o 200 m, oltre agli armeggi di 11-12 m..
Alcune ditte importavano dei grossi rotoli e li condizionavano
in armeggi punzonati con la loro marca, facendo sparire letichetta
Made in Taiwan, evitando di offrirle in rotoli per non nuocere
al prestigio del prodotto, e investendo prevalentemente nellimballaggio
e in pubblicità. Inoltre si cercava di allettare i clienti aumentando
la gamma di colori e appellandosi a caratteristiche tecniche fasulle.
Erano di moda i colori vivaci e le corde arcobaleno che davano
un aspetto poco estetico allincordatura. Alcuni clienti rifiutavano
di acquistare se non trovavano il colore preferito. Inoltre ogni
due tre anni venivano lanciati nuovi tipi di corde: corde al carbonio,
di colore nero, corde al boron. Laggiunta di polveri di carbonio
o boro avrebbe avuto lo scopo di migliorare le prestazioni, la
resistenza allabrasione e la durata della corda. In realtà si
tratta solo di argomenti puramente commerciali diretti ad aumentare
la quota di mercato del fabbricante che per primo adotta un nuovo
tipo di corda. Tutti gli altri seguono nel giro di alcuni mesi.
Ora va di moda il biossido di titanio, per via del prestigio di
questo metallo legato alle costruzioni aeronautiche, ma le sue
qualità di leggerezza e resistenza alle alte temperature non giustificano
tecnicamente il suo impiego né nelle corde, né nelle racchette.
Il titanio oggi, come il carbonio e il boron nel passato non migliorano
assolutamente le caratteristiche tecniche delle corde, ma influenzano
limmaginario dei consumatori e permettono ai distributori di
spuntare prezzi più remunerativi in un mercato difficile e in
crisi. Questa moda, puramente commerciale, durerà alcuni anni
e poi il titanio verrà abbandonato in favore del molibdeno, o
del berillio, o dellosmio.
La ragione della disaffezione dei giovani per il tennis e del
conseguente crollo della domanda di articoli per questo sport
in Italia è dovuto al fatto che mentre Paesi come la Francia e
la Spagna, che sono comparabili al nostro come popolazione, contano
circa una decina di giocatori ciascuno fra i primi cinquanta della
classifica ATP, lItalia fino a qualche anno fa aveva solo Gaudenzi
e ora non ha nessuno. Questa situazione dipende non solo dal fatto
che gli italiani, si dice, siano restìi al sacrificio, e sotto
i ventanni non viaggino volentieri da soli per il mondo a fare
esperienza nei tornei Challenger, ma anche dallorganizzazione
federale a Roma, che molti accusano di essere un centro di potere
politico-clientelare.
Elio Bailo
LE RACCHETTE DA TENNIS
Fino allinizio degli anni 60 il solo materiale utilizzato per
fabbricare racchette da tennis era il legno.
Il primo miglioramento tecnologico fu quello di introdurre degli
strati di fibre di carbonio fra le lamelle dellovale di legno.
In un secondo tempo il legno fu sostituito con le resine epossidiche
rinforzate con tessuto di carbonio.
Nel frattempo la Lacoste aveva lanciato le prime racchette di
metallo. Mi ricordo che il tubo metallico non era forato per permettere
il passaggio delle corde e un filo metallico saldato allinterno
del telaio formava degli occhielli per permettere lincordatura.
La prima volta che ho rotto una corda mi sono rivolto alla Lacoste
in Francia, dove avevo acquistato la racchetta. Mi dissero di
rivolgermi a Nicola Pietrangeli, loro rappresentante esclusivo
per lItalia. Il padre di Pietrangeli mi rispose di inviargli
la racchetta a Roma affinché potesse incordarla. E evidente che
con unassistenza tecnica così deficiente non era possibile imporsi
sul mercato. Le racchette di metallo, molto meno costose di quelle
in materiali compositi, sono ora fabbricate con tubi profilati
in lega di alluminio e hanno una diffusione limitata ai giovani
principianti senza pretese. Il telaio è meccanicamente poco resistente,
troppo flessibile e deformabile, per questo motivo non si fabbricano
oversize di metallo. In ogni caso è consigliabile di non superare
una tensione di incordatura di 23-24 kg..
Le racchette di legno avevano una superficie del piatto corde
di circa 440 cmq (pari a circa 70 sq.inches). Per ottenere degli
ovali più grandi sarebbe stato necessario irrobustire il telaio,
appesantendolo oltre i limiti della maneggevolezza. La resistenza
delle fibre epossidiche rinforzate con fibra di vetro e grafite
(in seguito con grafite al 100%) hanno permesso di fabbricare
dei telai più grandi. La Prinz, alcuni decenni or sono, fu la
prima marca a lanciare e brevettare i telai oversize, o racchettoni,
con una superficie di 110 sq.inches (cioè con una maggiorazione
del piatto corde di circa il 60 %). Questo brevetto sui racchettoni
è espirato nel 1999.
Il brevetto della Prinz non è stato contestato dalle altre marche,
che tuttavia hanno messo sul mercato dei racchettoni senza curarsi
del brevetto. In realtà, nel passato un giocatore era stato fotografato
al torneo di Wimbledon munito di una racchetta di legno con un
grande piatto corde. Questo documento infirmava la priorità dellinnovazione
e quindi la validità del brevetto. Comunque fossero le cose, la
Prinz non ha mai querelato alcun concorrente per infrazione di
brevetto, e si accontentò del fatto di poter affermare nella sua
pubblicità che il modello Prinz 110, contrariamente ai modelli
della concorrenza, era brevettato. Inoltre un brevetto scoraggia
i piccoli operatori che temono di essere coinvolti in una causa
legale qualora entrassero nel settore e conferisce prestigio alla
marca nei riguardi dei consumatori.
Lintroduzione dei materiali compositi ha rivoluzionato il gioco
del tennis perché, permettendo di fabbricare telai più grandi
e più rigidi, ha aumentato notevolmente la potenza dei colpi,
a parità di tensione e di calibro della corda. Con un attrezzo
di legno non era possibile attaccare e finire i colpi da fondo
campo; con i telai moderni ora è possibile. Giocatori a tendenza
fondocampista come Lendle e Agassi non avrebbero potuto raggiungere
la vetta della classifica con gli attrezzi di legno.
Dimensioni e peso delle racchette
Nel 1985 , il regolamento della Federazione Internazionale di
Tennis, sita a Wimbledon, ha disposto che le dimensioni del piatto
corde non fossero superiori a 140 pollici quadrati (larghezza
29,21 cm, lunghezza, 39,37 cm, misurati allinterno, pari ad una
maggiorazione del 100% dellovale, rispetto alle racchette di
legno), tuttavia nessun fabbricante si è avventurato oltre il
60% di maggiorazione, a causa dei problemi di controllo della
palla (effetto fionda) che si incontrano, mano a mano che si aumenta
la superficie dellovale.
Il regolamento ha stabilito che la lunghezza della racchetta non
deve superare i 32 pollici (pari a 81,28 cm.) Le racchette tradizionali
avevano una lunghezza di 27 pollici (68,6 cm) che rimase invariata
con lavvento dei racchettoni, finché il giocatore cinostatunitense
Chang non adottò un manico più lungo di un pollice rispetto a
quello tradizionale. Una maggiore lunghezza del manico avvantaggia
i giocatori di bassa statura, ma rende più difficile il controllo
dei colpi. Comunque oggi si trovano in commercio delle racchette
col manico più lungo di un pollice
La modifica delle dimensioni massime dei telai ha annullato la
regola che vigeva al tempi delle racchette di legno: Altezza +
Larghezza esterna del telaio = 1 yarda (91,5 cm), che corrisponde
allaltezza della rete a centro campo. Ai miei tempi si controllava
infatti laltezza della rete con la racchetta. Ora non è più possibile.
Non esiste alcuna norma federale riguardante il peso di una racchetta.
Nel passato i telai di legno pesavano dai 350 ai 370 gr. ed erano
suddivisi in modelli Light, o leggeri, per donne, Medium, et Heavy,
o pesanti, per uomini. Questa suddivisione, combinata con le diverse
dimensioni del grip, creava dei problemi di stoccaggio ai distributori.
Abbiamo visto che il legno non permetteva di fabbricare ovali
più grandi senza rendere lattrezzo troppo pesante o troppo fragile.
Con limpiego delle fibre composite, con il 100 % di grafite ad
alto modulo, il peso delle racchette è sceso a 300 gr, e finanche
a 270 gr e le distinzioni di peso L., M., H. sono sparite.
Nel passato, i tecnici ritenevano che quanto più pesante fosse
la racchetta, tanto più potenti fossero i colpi, cioè tanto più
grande fosse la velocità impressa alla palla. Lenergia cinetica
è infatti funzione diretta della massa (in pratica del peso).
Tuttavia lenergia cinetica è anche funzione del quadrato della
velocità di impatto (E = Massa x Velocità al quadrato) e ci si
è resi conto che diminuendo il peso dellattrezzo la velocità
del braccio aumenta, entro certi limiti. Bisognerebbe misurare,
caso per caso, di quanto varia la velocità di braccio in funzione
del peso della racchetta. E evidente che vi sono limiti fisiologici,
altrimenti riducendo a zero il peso del telaio la velocità e lenergia
di impatto tenderebbe allinfinito.
Attualmente si ritiene che alleggerendo il telaio la potenza dei
colpi, può aumentare, a parità di tutti gli altri parametri (superficie
dellovale, tipo e calibro della corda, tensione ecc.).
Bilanciamento e rigidità
Il bilanciamento, o equilibrio di un telaio è la distanza in cm
fra il centro di gravità e lestremità del grip e varia da 32
a 34 cm. Quando il punto di equilibrio è spostato verso il lato
manico la racchetta è più maneggevole e adatta al gioco a rete.
Quando lequilibrio è in testa, la racchetta ha un impatto più
potente ed è più adatta al gioco di fondo campo, posizione in
cui vi è più tempo per lapertura e la preparazione dei colpi.
E possibile spostare lequilibrio in testa applicando delle apposite
placchette autoadesive di piombo in testa allovale.
Al momento dellimpatto con la palla il telaio si flette e vibra
con una frequenza definita fondamentale variabile da 25 a 40 periodi/sec.,
in funzione della rigidità del telaio stesso, del peso e della
distribuzione delle masse. Oltre alla vibrazione fondamentale
si verificano delle vibrazioni di ordine superiore denominate
armoniche, che tuttavia non hanno molta importanza. Nel passato
si riteneva che il telaio flettendosi agisse poi come una catapulta
sulla palla. Le misure di laboratorio smentito questa teoria.
Supponendo che la vibrazione fondamentale di una racchetta sia
di 40 periodi/sec, il telaio si fletterà e ripasserà nella posizione
iniziale in un periodo, cioè un quarantesimo di secondo (25 millisecondi.).
Il tempo di contatto della palla con le corde varia invece da
3 a 7 millisecondi. Questo significa che quando il telaio si raddrizza,
la palla ha già lasciato il piatto corde, quindi tutta lenergia
assorbita dal telaio al momento dellimpatto va interamente persa.
E possibile constatare che quanto più ridotta è la flessione,
tanto minore sarà lenergia assorbita dal telaio e tanto più alta
sarà la frequenza fondamentale. Quindi una racchetta rigida dissipa
meno energia e permette quindi una maggior potenza dei colpi e
un maggior controllo di palla (tuttavia sottopone a più forti
sollecitazioni i tendini dellavambraccio, aumentando il pericolo
di epicondilite).
Se fosse possibile fabbricare racchette con una vibrazione fondamentale
intorno ai 200 periodi al secondo (con un periodo di vibrazione
di 5 millisecondi), la racchetta restituirebbe alla palla quasi
tutta lenergia assorbita con la flessione al momento dellimpatto.
Per aumentare la rigidità sono stati introdotti i telai a profilo
alto.
Un fabbricante austriaco mise sul mercato una racchetta con un
profilo alto oltre 4 cm, asserendo che questo attrezzo aveva una
rigidità, e quindi una frequenza di vibrazione che permetteva
di restituire alla palla tutta lenergia che aveva assorbito al
momento dellimpatto. Tuttavia un telaio così alto non era maneggevole
e inoltre se un giocatore liftava i suoi colpi correva il pericolo
di toccare la palla con il bordo dellovale, cioè di steccare
i colpi. Questo modello di racchetta sparì rapidamente dalla circolazione
e attualmente laltezza del profilo dai 20 mm iniziali è passata
intorno ai 22 e 24 mm.
Innovazioni nelle racchette
Per sostenere la domanda i fabbricanti periodicamente introducono
delle innovazioni, che sovente hanno un significato unicamente
commerciale e non comportano alcun vantaggio tecnico. Le innovazioni
vengono poi magnificate dalla pubblicità e tutti i fabbricanti
si adeguano per non perdere quote di mercato.
Una delle prime innovazioni fu lintroduzione del boron (alias
boro), seguita dopo alcuni anni dal kevlar che non avevano qualità
superiori a quelle della grafite (la grafite è un carbonio purificato
e con un elevato modulo di elasticità). Poi fu la volta della
ceramica, un materiale con ottime qualità antiabrasive, ma a bassa
resilienza. Quindi lunico impiego utile delle placchette di ceramica
sarebbe stato su quella parte dellovale che alcuni giocatori
sfregano occasionalmente al suolo quando, correndo in avanti,
sono in ritardo sulla palla. Attualmente sono di moda le placchette
di titanio annegate nella massa della resina epossidica. Nelle
corde invece il titanio si aggiunge in polvere alla guaina.
La pubblicità afferma che il titanio permetterebbe, una maggiore
leggerezza della racchetta e potenza dei colpi. Effettivamente
il titanio è leggero, ma non sono certo delle quantità dellordine
dei decimi di grammo a influire sul peso totale della racchetta.
Limpiego del titanio è motivato unicamente da ragioni commerciali.
Fra qualche anno sarà la volta di altri metalli rari come il molibdeno,
il berillio, losmio, sempre nel tentativi di ciascun fabbricante
di aumentare la propria quota in un mercato molto concorrenziale
e in fase di recessione.
Per poter sopravvivere, le varie marche devono fabbricare (o far
fabbricare) le racchette su larga scala e essere presenti nei
vari continenti. Tre quarti delle racchette sono attualmente fabbricate
a Taiwan e tale concentrazione ha permesso di conseguire delle
economie di scala e di fabbricare per conto terzi a prezzi imbattibili.
Anche certe ditte americane, come la Wilson, sono in realtà a
capitale taiwanese.
Anni or sono vidi uno stand al Mias di una ditta italiana che
fabbricava racchette in Piemonte e vendeva in Italia sotto la
marca Pecten, oltreché fabbricare per conto terzi. Questa ditta
si trovò in difficoltà perché i suoi principali clienti che facevano
fabbricare racchette sotto la loro marca, potevano imporre dei
prezzi rovinosi alla Pecten che fu rilevata da diverse aziende,
in successione, e poi scomparve dal mercato. La produzione su
larga scala non è possibile se si serve un solo mercato ed è finanziariamente
molto oneroso inserirsi sui principali mercati mondiali. Le marche
australiane, che vendevano solo in Australia hanno dovuto creare
una rete di distribuzione mondiale, sostenuta da unadeguata pubblicità
Alcuni fabbricanti nel passato si sono sbizzarriti adottando forme
asimmetriche, corde lunghe fino al cuore del telaio, corde fitte
e sottili (microincordature) oppure rade e di grosso calibro.
Fu messa sul mercato anche una racchetta con doppia cordatura
(racchetta spaghetti) che permetteva di imprimere degli effetti
imprevedibili alla palla. La doppia cordatura fu vietata dalla
Federazione Internazionale, le altre innovazioni sparirono spontaneamente
ad eccezione della spaziatura progressiva delle corde (cioè corde
più fitte al centro dellovale). Alcune innovazioni non erano
prive di efficacia. Per esempio lintroduzione di una massa di
mercurio nel manico che spostandosi verso il cuore della racchetta
durante lo swing spostava lequilibrio verso la testa al momento
dellimpatto, aumentando lenergia cinetica della racchetta.
Unaltra innovazione, debitamente brevettata, si basava sullinserimento
di sferette di acciaio alloggiate in tubetti nellovale che per
inerzia scorrevano per alcuni millimetri in avanti quando la racchetta
colpiva la palla, aumentando così la potenza di impatto.
Larticolo 4, comma D, delle regole della Federazione sancisce
che il telaio deve essere esente da qualunque marchingegno (device)
che modifichi la distribuzione dei pesi durante il gioco. Quindi
il mercurio e le sfere mobili violavano il regolamento e queste
racchette non ottennero lomologazione.
Una recente innovazione è lintroduzione nel cuore de telaio di
fibre intelligenti (Head intellifibers), con proprietà piezoelettriche.
Allorché il piatto corde colpisce la palla le fibre si flettono
(quindi si allungano). Nello spazio di un millesimo di secondo,
limpulso piezoelettrico generata dallimpatto fa ritornare le
fibre alla lunghezza iniziale, restituendo alla palla lenergia
che la racchetta aveva assorbito flettendosi. Il prezzo di questa
sofisticata racchetta è astronomico e i vantaggi non sono sostanziali.
E fuor di dubbio che le dimensioni dellovale, la rigidità, il
peso del telaio, il calibro e la tensione delle corde sono parametri
che influenzano la velocità dei colpi, tuttavia alcuni esperti,
per ragioni commerciali e di prestigio personale si lanciano
in esoteriche elucubrazioni sugli aspetti tecnici.
Per esempio, al fine di potenziare il top spin, quel che conta
principalmente è limpugnatura chiusa della racchetta. Il fatto
di aumentare lattrito della palla sulle corde (corde rade e di
grosso calibro, con superficie bitorzoluta, dura lift agli incroci
delle corde, ecc) ha unimportanza relativa. Un altro parametro
che può influenzare il top spin è il tempo di contatto della palla
sulle corde al momento dellimpatto (dwell time) che può variare
dai 3 ai 7 millisecondi. Sembra evidente che la palla si possa
spazzolare più efficacemente, quanto più lungo è il dwell time,
che a sua volta dipende principalmente dalla tensione di incordatura.
Quanto più le corde sono lente, tanto più aumenta il tempo di
permanenza della palla sul piatto corde.
Mc Enroe che sapeva liftare molto efficacemente i passanti, utilizzava
delle tensioni molto basse. Ma Borg che era uno dei più grandi
arrotatori del suo tempo, smentiva la teoria del dwell time
e tendeva le corde oltre i trenta kg. Tuttavia la sua scelta non
era irrazionale, perché riducendo il dwell time riduceva il pericolo
che la palla toccasse il bordo dellovale a causa del forte lift.
Ogni scelta fatta per ottenere un vantaggio comporta sempre e
inevitabilmente uno svantaggio. Non solo nel tennis, ma in tutte
le cose della vita.
Per concludere, vorremmo mettere in evidenza che il materiale,
purché non sia di qualità molto mediocre (racchette di alluminio,
corde monobava), ha unimportanza più limitata di quello che i
guru del tennis e la pubblicità vorrebbero far credere.
La tecnica sportiva è più unarte che una scienza esatta, e non
ci sono verità assolute. Ora siamo arrivati al punto che per un
giocatore, in funzione delle sue caratteristiche fisiche e di
gioco il guru, dopo aver raccolto tutti i dati tecnici, pontifica
che a quel giocatore si addice solo la racchetta X, con corde
Y, tensione Z, ecc
Le normali racchette di grafite con corde multifilamento di buona
qualità sono in pratica polivalenti, cioè adatte a tutti gli stili
e situazioni di gioco. Quel che più conta sono il coordinamento,
la velocità di braccio, limpatto della palla nellarea dello
sweet spot e, non ultimo, laspetto psicologico.
Se vi sono giocatori che assumono cocaina, lo fanno perché con
la droga si sentono psicologicamente sicuri quando devono giocare
i punti importanti. Se un giocatore dilettante acquista una racchetta
molto costosa e vince il primo incontro, crederà ciecamente in
quellattrezzo attribuendogli qualità eccelse.
Anni or sono tenevo uno stand agli Internazionali di Roma. Nello
stand accanto venivano incordate le racchette di alcuni giocatori.
Un giorno arriva un inserviente con tre racchette di Becker da
rifare perché il giocatore le trovava un po lente.
Lincordatore che era francese - e in Francia non è diffuso il
servilismo verso le persone importanti, come da noi - ha tenuto
le racchette in un angolo per un paio dore, riconsegnandole poi
tali e quali a Becker che si dichiarò soddisfatto.
Elio Bailo
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